In relazione alle disposizioni di cui all’art. 272bis del Decreto Legislativo 152/2006 in materia di emissioni odorigene e alle problematiche riscontrate anche sul territorio regionale dell’Emilia-Romagna relative all’impatto olfattivo di numerose attività produttive o di servizio, la direzione tecnica di ARPAE Emilia-Romagna ha ritenuto di approvare, con determinazione dirigenziale n. 426 del 18/5/2018, una linea guida indirizzata alle Strutture Autorizzazioni e Concessioni (SAC) e alle Sezioni Provinciali della stessa ARPAE contenente un indirizzo operativo per l’applicazione dell’art. 272bis del D.Lgs. 152/2006 e successive modifiche.
Pur essendo di fatto un atto di indirizzo interno ad ARPAE, le ricadute applicative interessano molte tipologie di attività produttive e di servizio del territorio regionale; sono infatti interessati:

  • nuovi impianti e nuove attività indicati in Tabella 1, da cui possono potenzialmente derivare emissioni odorigene, a condizione che siano soggetti a Autorizzazione alle emissioni in atmosfera (AUA), Autorizzazione Integrata ambientale (AIA), Autorizzazione alle gestione dei rifiuti, Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) o screening);
  • tutte le attività esistenti di cui alla stessa Tabella 1 oggetto di rinnovo, riesame o modifica dell’autorizzazione nei casi di:  modifiche con potenziale peggioramento delle emissioni odorigene; oppure, ripetute segnalazioni di odori non ascrivibili solamente ad imprevedibili episodi di malfunzionamento/anomalie impiantistiche o gestionali.
1 Produzione di conglomerati bituminosi e/o bitumi modificati
2 Produzione di concimi, fertilizzanti, prodotti fitosanitari (pesticidi) in cui sono impiegate sostanze organiche aventi potenziale impatto odorigeno
3 Impianti di produzione, su scala industriale, di prodotti chimici organici o inorganici di base
4 Produzione di piastrelle ceramiche con applicazione di tecniche di stampa digitale
5 Lavorazione materie plastiche
6 Fonderie e produzione di anime per fonderia
7 Impianti di produzione di biogas da biomasse e/o reflui zootecnici
8 Produzione di pitture e vernici
9 Impianti e attività ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 275 (COV) e con consumo annuo di solvente non inferiore a 10 t
10 Allevamenti zootecnici con soglie superiori a quelle previste per le autorizzazioni di carattere generale AVG
11 Allevamenti larve di mosca carnaria o simili
12 Lavorazione scarti di macellazione, sottoprodotti di origine animale, prodotti ittici (ad esempio: produzione di farine proteiche, estrazione grassi, essiccazione, disidratazione, idrolizzazione, macinazione
13 Lavorazione scarti di prodotti vegetali (ad esempio vinacce, ecc)
14 Linee di trattamento fanghi che operano nell’ambito di impianti di depurazione delle acque con potenzialità superiore a 100.000 abitanti equivalenti
15 Essiccazione pollina e/o letame e/o fanghi di depurazione
16 Impianti di compostaggio FORSU
17 Discariche
18 Impianti di trattamento rifiuti a matrice organica art. 208, da cui possano derivare emissioni odorigene
19 Torrefazioni di caffè ed altri prodotti tostati

Tabella 1

Nei casi suddetti, le istanze di autorizzazioni o gli studi ambientali per procedure di VIA o screening dovranno essere corredati da una apposita sezione tecnica di valutazione e descrizione delle potenziali emissioni odorigene e dei relativi impatti ipotizzati. Tali relazioni tecniche, in funzione dei diversi gradi di rilevanza degli impatti odorigeni, possono essere di due diversi livelli di approfondimenti (livello 1, più semplice, e livello 2 comprendente anche uno studio modellistico di impatto odorigeno). La linea guida fornisce dettagliate indicazioni per la predisposizione di tali relazioni tecniche.
Lo schema complessivo di applicazione della linea guida nell’ambito dei procedimenti autorizzativi è illustrato nella figura 1 seguente.
 

Figura 1

A seguito dell’istruttoria tecnica nell’ambito del procedimento autorizzativo potranno essere regolamentati in sede di autorizzazione:
a) valori limite di emissione espressi in concentrazione (mg/Nm³) per sostanze odorigene, caratterizzate da bassa soglia olfattiva;
b) prescrizioni impiantistiche, tecniche e gestionali;
c) procedure volte a definire, nell’ambito del procedimento autorizzativo, criteri localizzativi delle sorgenti odorigene;
d) criteri e procedure volti a definire, nell’ambito del procedimento autorizzativo, concentrazioni massime o portate massime di emissione odorigena;
e) specifiche concentrazioni massime o portate massime di emissione odorigena.
 
Uno specifico paragrafo (4.3) della Linea guida ARPAE è invece dedicato alla gestione delle criticità correlate ad impianti esistenti.

L'articolo è stato redatto dall'ing. Nicola Mezzadri dell'unità Ambiente di NIER Ingegneria. Per maggiorni informazioni potete contattarci tramite il seguente link