Bologna, 7 giugno 2017

A due anni dalla promulgazione dell’enciclica Laudato sì di Papa Francesco sulla «cura della casa comune», il Comitato per gli incontri esistenziali e la Fondazione Ecosistemi hanno voluto dare un «contributo di riflessione» in occasione del G7 Ambiente bolognese riproponendo, nel convegno dal titolo ‘Affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza’, «la novità di sguardo che papa Francesco ha portato su queste urgenze planetarie, sollecitando la presa di coscienza e l’azione di tutti».

Ai lavori – aperti da Enrico Biscaglia, presidente della Fondazione Ecosistemi, conclusi dall’arcivescovo Matteo Zuppi,  è intervenuto il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti – hanno partecipato Vincenzo Balzani (Accademico dei Lincei e professore emerito di Chimica all’Università di Bologna), Silvano Falocco (direttore Fondazione Ecosistemi), il sociologo Pierpaolo Donati (membro dell’Accademia pontificia di Scienze sociali e professore all’Alma Mater).

Si è voluto mettere l’accento sulle radici umane della crisi ecologica. «Il degrado dell’ambiente – ha commentato Donati – è frutto in primo luogo di una certa economia di sfruttamento, ma più in generale deriva da un paradigma tecnocratico che strumentalizza la scienza per fini che danneggiano non solo il pianeta, ma la stessa umanità. Occorre costruire una nuova civiltà capace di realizzare una ecologia integrale. La domanda a cui dobbiamo rispondere è: di quale neo-umanesimo abbiamo bisogno per stabilire nuove relazioni con la natura?».

Le domande ai vari relatori sono state poste dall’ing. Paolo Vestrucci, Partner di NIER Ingegneria.

La ‘Bellezza’, «la novità di sguardo che papa Francesco ha portato su queste urgenze planetarie, sollecitando la presa di coscienza e l’azione di tutti».

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