Il Documento di Valutazione dei Rischi viene impostato sulla base di un confronto puntuale con le disposizioni specifiche contenute in D. Lgs.626/94 e successivo D.Lgs 242/96 e s.m.i., nonché in tutte le normative da essi richiamate.
La valutazione è articolata nelle seguenti fasi:
- Esame di tutte le informazioni di base necessarie sul luogo di lavoro per l'identificazione dei pericoli e la valutazione dei rischi;
- Analisi dei pericoli e dei rischi articolati secondo le seguenti identificazioni:
- cause di pericolo legate alle caratteristiche dei luoghi;
- rischi e conseguenze;
- valutazione della criticità di rischio e conseguente matrice di rischio.
- Individuazione degli interventi di miglioramento e dei relativi programmi di attuazione.

La valutazione del rischio incendio e le conseguenti misure preventive, protettive e precauzionali in assenza di normative specifiche per l’attività analizzata seguono quanto suggerito dagli allegati al DM 10.03.98.
Gli obiettivi suddetti sono perseguiti con opportuni incontri e apposite check-list in cui si punta alla mappatura dei pericoli.
Al fine di avvicinarsi al meglio a tale completezza si procede col suddividere il luogo di lavoro in tante parti da analizzare separatamente, dando luogo ad un censimento capillare su cui basare l'analisi vera e propria. Vengono individuate delle "aree omogenee" caratterizzate da identiche (o simili) caratteristiche funzionali e ambientali (lavorazioni, attrezzature, sostanze presenti, aspetti logistici, ecc.).
Si definiscono i pericoli per ciascuna area, al fine di potere poi analizzare i rischi corrispondenti.
In parallelo alla mappatura dei pericoli per area, viene svolta l'analisi storica, sia relativamente agli aspetti infortunistici che a quelli sanitari, al fine di individuare pericoli, rischi e danni a partire da quanto storicamente accaduto e al fine di creare possibili parametri di valutazione e confronto del trend temporale di settore.
Una volta mappati i pericoli relativamente alle aree, occorre (sempre al fine di pervenire ad una adeguata completezza) individuare i pericoli per mansione e, nel contempo, valutare i rischi: l'analisi delle mansioni. L'analisi delle mansioni è anche essenziale per definire il piano di sorveglianza sanitaria, i DPI e gli aspetti formativi. Va anche aggiunto che l'analisi delle mansioni è in genere una ottima occasione di coinvolgimento del personale operativo.
Lo strumento adottato per una mappatura ricapitolativa dei rischi a livello globale è la matrice di rischio, che permette di combinare le probabilità e la gravità in modo indicizzato (indice di criticità). Esistono varie possibili definizioni della dimensione e dei "valori" della matrice; di volta in volta si utilizza lo strumento più opportuno.
Eseguita l'analisi di rischio, diventa importante l'intensificazione della collaborazione tra tecnico e medico che pure ha già caratterizzato lo svolgimento delle fasi fin dall'inizio. Il medico competente, basandosi anche sulle informazioni e considerazioni che provengono dal tecnico, definisce il protocollo sanitario idoneo a ciascun profilo di mansione che lo richieda.
E’ poi possibile procedere alla classificazione dei rischi in termini relativi, distinguendo in rischi elevati, accettabili o trascurabili (o comunque in fasce di livello di rischio) facilitando quindi il processo decisionale.
In ultimo vengono specificati quali possano essere gli interventi tecnico-gestionale per abbattere o perlomeno ridurre la criticità del rischio. Ovviamente l’esigenza di interventi risulta legata anche all’obbligo di adeguamenti normativi; (D.Lgs. 626/94, DPR 547/55 e ad alcune norme tecniche diverse).
Gli interventi vengono raggruppati per classe di criticità del rischio o gravità della situazione rilevata, numero di persone soggette al rischio riscontrato, fattibilità dell’intervento e conformità con vincoli e politiche dell’azienda.