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22 Luglio 2025

VIOLENZA E MOLESTIE NEI LUOGHI DI LAVORO: COME PREVENIRLE E GESTIRLE.

La valutazione del rischio di violenze e molestie sul lavoro è una necessità imprescindibile per garantire ambienti di lavoro sicuri, rispettosi e inclusivi.


Il fenomeno: i dati allarmanti

Secondo i dati ISTAT 2022-2023, oltre 2,3 milioni di persone tra i 15 e i 70 anni hanno subito almeno una molestia sul lavoro e le vittime sono in larghissima maggioranza donne (81,6%). Tra le donne, il 13,5% del totale ha vissuto almeno un episodio di molestia, e 298.000 hanno subito ricatti sessuali. Le giovani donne tra i 15 e i 24 anni risultano le più colpite (21,2%), con ripetitività significativa degli episodi nello stesso contesto lavorativo. In un quadro europeo, l’Italia si colloca in posizione intermedia, con tassi in calo rispetto al passato ma ancora elevati rispetto ad alcuni Paesi dell’Est. La percentuale di persone che denuncia resta molto bassa: solo il 2,3% delle donne si è rivolta in questi casi alle forze dell’ordine. Inoltre, l’86% dei lavoratori non sa a chi rivolgersi in caso di molestie e il 93% non ha ricevuto formazione sul tema, nonostante l’ampio quadro normativo di riferimento.

  • D.Lgs. 198/06 equipara molestie sessuali e discriminazioni di genere.
  • D.Lgs. 81/2008 include i rischi connessi alle differenze di genere nella valutazione aziendale.
  • Legge 4/2021 ratifica la Convenzione ILO n. 190, che estende la protezione a viaggi di lavoro e smart working.
  • Altri riferimenti: Legge 38/09 sullo stalking, D.Lgs. 80/15 sul congedo retribuito per vittime di violenza, Legge 205/17 sulla tutela in giudizio.

La valutazione del rischio: un’opportunità per prevenire

Per contrastare questo fenomeno, è fondamentale concentrarsi sulla valutazione del rischio di molestie e violenze e sull’individuazione di strategie concrete per mitigarle.
Le molestie possono essere:

  • Sessuali (ricatti, avances indesiderate, linguaggio o comportamenti offensivi)
  • Psicologiche e fisiche (intimidazioni, minacce, isolamento)
  • Dirette o indirette, legate a genere, etnia, orientamento sessuale, disabilità, ecc.

Violenze e molestie possono verificarsi in spazi comuni come uffici, officine, parcheggi, spogliatoi e toilette, ma anche durante comunicazioni digitali di lavoro (e-mail, chat, videochiamate), trasferte, eventi aziendali o negli spostamenti casa-lavoro. Ambienti isolati o a forte squilibrio di genere, contatti con l’esterno e turni notturni possono amplificarne la probabilità, insieme a contesti lavorativi che prevedono in maniera preponderante l’impiego di personale di sesso femminile sotto la direzione di un soggetto apicale maschile e a quei contesti lavorativi a diretto contatto con il pubblico.

Tra i comportamenti a rischio, rientrano:

  • contatti fisici indesiderati
  • apprezzamenti verbali/non verbali
  • battute a sfondo sessuale
  • minacce o ricatti legati alla disponibilità a rapporti personali.

Come identificare e valutare il rischio
L’identificazione dei pericoli si fonda su:

  • valutazione di probabilità e gravità (R = D + P – 1), considerando i fattori di contesto e la presenza femminile minoritaria in alcune aree
  • osservazioni dirette nei luoghi e sulle mansioni di lavoro
  • analisi dei dati storici aziendali su segnalazioni e ricorsi interni
  • consultazione con l’RLS dell’azienda e somministrazioni di questionari anonimi ai dipendenti

Le misure da adottare

Le misure di prevenzione e protezione si articolano in più livelli:

1. Politiche aziendali e procedure

  • Adozione di una politica contro molestie e discriminazioni
  • Comunicazione chiara e trasparente a tutti i dipendenti
  • Canali sicuri per le segnalazioni (whistleblowing)

2. Formazione e cultura

  • Corsi obbligatori per tutti
  • Coinvolgimento di centri antiviolenza per momenti formativi
  • Servizi di consulenza psicologica e ascolto attivo

3. Controlli e miglioramento continuo

  • Supporto per vittime in caso di PTSD
  • Audit interni periodici
  • Aggiornamento regolare della valutazione del rischio
  • Azioni per ridurre l’isolamento lavorativo

Purtroppo, non è possibile delineare un “profilo tipo” della vittima o del molestatore; inoltre, spesso la violenza resta sommersa per paura, vergogna o mancanza di fiducia nell’organizzazione. Per queste ragioni, è ancor più necessario effettuare una valutazione del rischio al fine di fotografare la realtà aziendale e creare un ambiente di lavoro più sano e inclusivo, dove siano garantiti sicurezza e benessere collettivo.

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