Valutazione del rischio rumore: la svolta innovativa della UNI EN ISO 9612:2025.
Le principali novità della norma che cambia il modo di misurare e gestire l’esposizione al rumore.
A cura di Giovanni Gavellli
[Fisico e Consultant – Area Sicurezza Occupazionale]

Il 24 luglio 2025 è entrata in vigore la norma tecnica UNI EN ISO 9612:2025 che segna un’evoluzione molto importante dal punto di vista tecnico e qualitativo delle valutazioni dell’esposizione al rumore in ambiente lavorativo. Formalmente è da utilizzare da subito in quanto la precedente versione UNI EN ISO 9612:2011 è diventata obsoleta. Occorre precisare che le valutazioni effettuate prima del 24 luglio 2025 restano valide fino alla naturale scadenza.
La norma UNI EN ISO 9612:2025 è stata elaborata da un gruppo di esperti internazionali coordinati dall’ISO/TC 43/SC 1, il sottocomitato tecnico dell’ISO dedicato all’acustica ambientale e professionale.
I relatori principali sono i seguenti:
- ISO/TC 43/SC 1 Acoustic / Noise
- CEN/TC 211 Acoustic
- UNI Ente Italiano di Normazione
Cosa cambia rispetto alla precedente versione?
Rispetto alla precedente versione c’è un evidente attenzione alla variabilità dei valori misurati introducendo metodi statistici complessi per l’elaborazione dei dati come per esempio:
- Definizione del numero minimo di lavoratori da campionare che risulta notevolmente maggiore rispetto alla precedente versione.
- Introduzione di una “tolleranza” tra il LAeq min e il LAeq max sulle misure eseguite su un medesimo compito con operatori diversi.
- La durata delle misure ha un tempo minimo di 5 minuti per compiti che hanno una durata superiore a 5 minuti, e pari al tempo del compito per compiti inferiori a 5 minuti. Sono ammesse misure di durata inferiore nei casi in cui il livello di pressione sonora è stabile, oppure nei casi in cui questo livello viene considerato trascurabile nel calcolo del LEX,8h. La nuova norma definisce come “stabile” un livello di pressione sonora equivalente che non varia di oltre 0,2 dB ogni 30 secondi di misurazione.
- Pianificazione delle misure più complessa e quindi più onerosa in termini economici e di tempo di realizzazione.
Nella nuova UNI EN ISO 9612:2025 il valutatore deve giustificare le scelte metodologiche ovvero deve descrivere:
- Strategia di misurazione adottata: intera giornata, per mansioni o per compiti. Occorre evidenziare perché è stata scelta una strategia rispetto alle altre.
- Numero di lavoratori coinvolti: se misura un solo lavoratore o più, bisogna motivare la scelta in base alla rappresentatività del gruppo acusticamente omogeneo.
- Durata delle misure: se si effettuano misure più brevi o più lunghe, occorre chiarire il motivo (es. rumore stabile, ciclico, trascurabile).
- Gestione delle variazioni tra misure: se le misure mostrano differenze superiori ai limiti ammessi, il valutatore deve spiegare come ha suddiviso il compito, ripetuto le misure, o adottato altre soluzioni.
- Scelte strumentali e di posizionamento: tipo di fonometro, calibrazione, punto di misura, ecc.
Caratterizzare il rumore a cui un lavoratore è esposto con la nuova UNI EN ISO 9612:2025 potrebbe risultare molto complesso e oneroso essenzialmente perché nella pratica occorre coinvolgere più di un operatore con uguale mansione nella campagna di misurazioni.
Se hai bisogno di questa valutazione, possiamo affiancarti con soluzioni conformi alla normativa e che riducano notevolmente sia i costi che i disagi.
Il risultato specifico delle simulazioni per ogni reparto/attività è una serie di tabelle una per ogni range di umidità, come riportato in modo non esaustivo di seguito. Per completezza, le tabelle di esempio sono state calcolate con un’attività metabolica media e CLO = 0,5.