MODELLO 231: COME PROTEGGERE L’AZIENDA ATTRAVERSO UN ORGANISMO DI VIGILANZA EFFICACE.
Oggi il Modello 231 non rappresenta più un semplice adempimento documentale. È uno strumento di governance che consente alle imprese di prevenire i reati, migliorare i controlli interni e rafforzare la cultura della compliance.
A cura di Francesca Zaniboni
[Responsabile Unità Risk & Compliance – Area Sicurezza Occupazionale]

Negli ultimi anni il modello 231 è diventato uno strumento importante per tutte le organizzazioni che vogliono ridurre il rischio di responsabilità amministrativa previsto dal D.Lgs. 231/2001.
Oggi il Modello 231 non rappresenta più un semplice adempimento documentale. È uno strumento di governance che consente alle imprese di prevenire i reati, migliorare i controlli interni e rafforzare la cultura della compliance.
L’evoluzione della giurisprudenza dimostra infatti che, in caso di infortunio grave sul lavoro o di reato ambientale, il giudice non valuta solamente il comportamento della persona fisica, ma analizza anche l’efficacia dell’organizzazione aziendale e del sistema dei controlli.
Che cos’è il Modello 231.
Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) previsto dal D.Lgs. 231/2001 è l’insieme di procedure, controlli, responsabilità e protocolli che consentono all’azienda di prevenire la commissione dei cosiddetti reati presupposto.
L’obiettivo non è eliminare ogni rischio, ma dimostrare che l’organizzazione ha adottato tutte le misure ragionevolmente idonee a prevenire i reati.
Quando il Modello è realmente efficace, costantemente aggiornato e supportato da un Organismo di Vigilanza operativo, può rappresentare un elemento determinante per escludere o attenuare la responsabilità dell’ente.a non solo come un obbligo, ma come una leva strategica che collega sicurezza, governance e performance aziendale.
Perché sicurezza e ambiente sono oggi aree esposte.
Tra tutti i reati previsti dal D.Lgs. 231/2001, quelli relativi alla salute e sicurezza sul lavoro e alla tutela dell’ambiente sono oggi tra i più frequentemente contestati.
L’art. 25-septies riguarda l’omicidio colposo e le lesioni personali gravi o gravissime commesse con violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
L’art. 25-undecies comprende invece numerosi reati ambientali, come la gestione illecita dei rifiuti, l’inquinamento ambientale, gli scarichi abusivi e le violazioni in materia di emissioni.
La Corte di Cassazione ha ormai consolidato un principio fondamentale: il vantaggio dell’impresa può derivare anche dal risparmio ottenuto attraverso la mancata adozione delle misure di prevenzione, di manutenzione o di controllo.
Investire nella prevenzione significa quindi ridurre non solo il rischio operativo, ma anche quello sanzionatorio e reputazionale.
Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza.
Uno degli elementi centrali di ogni riguarda la corretta progettazione dell’Organismo di Vigilanza (OdV).
L’OdV deve possedere autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d’azione.
Il suo compito non consiste nel gestire operativamente la sicurezza o l’ambiente, ma nel verificare che il Modello 231 sia effettivamente applicato e che i controlli previsti funzionino nel tempo.
In materia di salute e sicurezza, ad esempio, l’OdV verifica:
- l’effettiva applicazione dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008;
- la corretta gestione dei flussi informativi provenienti da RSPP, Medico Competente e funzioni HSE;
- l’analisi di infortuni, near miss e azioni correttive;
- l’efficacia degli audit interni.
In ambito ambientale controlla invece l’attuazione dei protocolli relativi a:
- autorizzazioni ambientali;
- gestione dei rifiuti;
- emissioni in atmosfera;
- scarichi idrici;
- monitoraggi ambientali;
- gestione delle non conformità.
Si tratta di una vigilanza di secondo livello, finalizzata a verificare che i controlli operativi siano realmente presenti, documentati ed efficaci.
Modello 231 e sistemi di gestione ISO: un’integrazione che crea valore.
Sempre più aziende scelgono di integrare il Modello 231 con i sistemi di gestione certificati, in particolare ISO 45001 e ISO 14001.
Le tre discipline condividono infatti molti elementi:
- approccio basato sul rischio;
- definizione di ruoli e responsabilità;
- procedure operative;
- audit periodici;
- monitoraggio delle prestazioni;
- miglioramento continuo.
La differenza è nella finalità.
Le certificazioni ISO hanno l’obiettivo di migliorare le prestazioni organizzative, mentre il Modello 231 è finalizzato alla prevenzione dei reati e della responsabilità dell’ente.
Ma quando una consulenza modello 231 risulta realmente efficace? Quando consente di integrare questi strumenti, evitando duplicazioni documentali e rendendo più efficiente l’intero sistema di compliance.
Compliance integrata: il nuovo approccio alla governance.
Le organizzazioni più evolute stanno adottando un modello di compliance integrata, nel quale convergono:
- Modello 231;
- Salute e sicurezza sul lavoro;
- Ambiente;
- Whistleblowing;
- Privacy;
- Sistemi di gestione ISO;
- Sostenibilità ESG;
- Risk management.
In questo contesto l’Organismo di Vigilanza diventa il punto di raccordo tra le diverse funzioni aziendali, favorendo la condivisione delle informazioni e il coordinamento dei controlli.
Il risultato è un sistema di governance più efficace, capace di ridurre il rischio di responsabilità e aumentare l’affidabilità dell’organizzazione.
Perché scegliere una consulenza Modello 231 specialistica.
Ogni impresa presenta rischi differenti.
Per questo motivo non esistono Modelli 231 standard o preconfezionati.
Una consulenza sul modello 231 deve partire dall’analisi dei processi aziendali, dalla mappatura dei rischi, dalla valutazione dei controlli esistenti e dall’integrazione con gli altri sistemi di gestione già presenti.
L’obiettivo è costruire un Modello realmente applicabile, capace di supportare l’Organismo di Vigilanza e di dimostrare, anche in sede giudiziaria, l’effettiva volontà dell’azienda di prevenire i reati.
Cosa può fare NIER per la tua azienda in questo ambito? Affiancarla nella mappatura dei rischi, nella predisposizione del Modello 231, nella definizione dei flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza e nell’integrazione con i sistemi ISO 45001 e ISO 14001.
L’obiettivo non è predisporre un documento formale, ma costruire un sistema di prevenzione efficace, in grado di tutelare il patrimonio, la reputazione e la continuità del business.