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28 Ottobre 2026

SCHIUME ANTINCENDIO CON PFAS: COME GESTIRE OBBLIGHI, SOSTITUZIONE E SMALTIMENTO.

La transizione verso schiume prive di fluoro richiede una gestione coordinata di sicurezza antincendio, impianti e impatti ambientali. Ecco da dove partire.

In sintesi
  • Verificare i prodotti presenti: composizione, concentrazioni e impiego determinano gli obblighi e le scadenze applicabili.
  • Pianificare la sostituzione: occorre valutare compatibilità degli impianti, pulizia delle attrezzature e gestione dei residui.
  • Organizzare la transizione: nei casi previsti, dal 23 ottobre 2026 sono applicabili obblighi di gestione ed etichettatura, prima del divieto generale del 2030/2035 (per stabilimenti Seveso).
  • Elaborare un piano di gestione Schiume con PFAS se si continua ad utilizzare le schiume contenenti PFAS.

COSA VUOL DIRE PFAS E PERCHÉ LE SCHIUME ANTINCENDIO SONO AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.

Un presidio progettato per proteggere lo stabilimento può diventare una fonte di contaminazione ambientale. È il caso delle schiume antincendio contenenti PFAS (acronimo inglese di “PerFluorinated Alkylated Substances”; in Italiano sostanze per/polifluoroalchiliche), sostanze impiegate in alcune formulazioni per contrastare gli incendi di liquidi infiammabili.

La loro elevata persistenza rende particolarmente rilevante il controllo dei rilasci: l’utilizzo delle schiume può contribuire alla contaminazione di suolo e acque. Per questo l’Unione europea ha introdotto restrizioni che accompagnano il passaggio verso alternative prive di PFAS.

Per i responsabili HSE, il tema richiede un confronto tra chi gestisce la sicurezza antincendio, la manutenzione, gli acquisti e gli aspetti ambientali.

OBBLIGHI E SCADENZE: COSA VERIFICARE.

Il Regolamento (UE) 2025/1988, che modifica l’allegato XVII del REACH, introduce dal 23 ottobre 2030 il divieto generale di immissione sul mercato e uso nelle schiume antincendio con una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l per la somma dei PFAS. Sono previsti termini differenziati e deroghe per specifici impieghi.

Dal 23 ottobre 2026, chi continua a utilizzare schiume con PFAS pari o superiori a 1 mg/l (esclusi gli estintori portatili) deve rispettare condizioni di gestione che comprendono l’impiego solo per incendi di liquidi infiammabili (classe B), la riduzione delle emissioni e dell’esposizione, la raccolta separata e il trattamento adeguato di scorte e rifiuti e un piano specifico per il sito. Quest’ultimo deve essere riesaminato annualmente e tenuto a disposizione delle autorità per almeno 15 anni. Sono inoltre previsti obblighi di etichettatura per determinate schiume, scorte e rifiuti.

Le principali scadenze sono riassunte di seguito:

DataCosa scatta
23/10/2026stop all’immissione sul mercato di estintori portatili con PFAS Piano di gestione ed etichettatura per chi utilizza schiume con PFAS;
23/10/2030Divieto generale di immissione sul mercato e divieto di uso (limite 1 mg/l per la somma di tutte le PFAS)
31/12/2030Stop all’uso negli estintori portatili
23/10/2035Fine della deroga per stabilimenti soggetti alla direttiva 2012/18/UE (D.Lgs. 105/2015), impianti offshore oil & gas, navi militari e navi civili con schiume già a bordo

Il 2030, quindi, non è una scadenza valida indistintamente per ogni prodotto. Occorre verificare anche le restrizioni già applicabili a singole sostanze, tra cui PFOS, PFOA e PFHxS, nonché PFHxA e gli acidi perfluorocarbossilici C9-C14, e distinguere l’immissione sul mercato dall’utilizzo delle dotazioni esistenti. Queste sostanze rientrano comunque nel calcolo della somma delle PFAS ai fini del limite di 1 mg/l.

IL PIANO DI GESTIONE: COSA DEVE CONTENERE.

Il Piano di gestione delle schiume antincendio contenenti PFAS deve essere specifico per il luogo di utilizzo e comprendere almeno:

  • informazioni dettagliate sulle condizioni e sui volumi d’uso delle schiume nel sito;
  • le modalità di raccolta e di trattamento adeguato di scorte, rifiuti e acque reflue;
  • il tipo e i metodi di pulizia e manutenzione delle attrezzature;
  • i piani da attuare in caso di fuoriuscita o sversamento accidentale, con la documentazione delle azioni di follow-up;
  • una strategia per la sostituzione con schiume prive di fluoro.

Per gli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/2015 è opportuno integrare il Piano con il Piano di emergenza interno e con il Sistema di gestione della sicurezza, in modo che le istruzioni operative siano coerenti con l’organizzazione dell’emergenza già in essere.

DA DOVE PARTIRE: CONOSCERE LE DOTAZIONI PRESENTI.

Il primo passo operativo è un censimento degli schiumogeni presenti negli impianti, nelle attrezzature e nei depositi. Per ogni prodotto è utile ricostruire quantità, composizione, ubicazione, impiego e documentazione disponibile.

Schede di sicurezza aggiornate e conformi e informazioni del fornitore costituiscono il punto di partenza; eventuali lacune possono richiedere approfondimenti documentali o analitici mirati. Su questa base è possibile individuare le priorità e programmare gli interventi insieme ai responsabili dell’impianto antincendio.

SOSTITUZIONE E SMALTIMENTO: UN UNICO PERCORSO DA PIANIFICARE.

La sostituzione richiede attenzione anche alle attrezzature che hanno contenuto schiume fluorurate. La normativa considera espressamente il tema dei residui nelle apparecchiature sottoposte a pulizia: svuotamento, lavaggio e successivo riempimento devono quindi essere valutati nel percorso di transizione.

Sul piano operativo, è opportuno verificare con progettisti e manutentori la compatibilità dell’alternativa con il sistema e con gli scenari d’incendio da proteggere, definendo anche come mantenere la protezione durante i lavori.

La gestione ambientale comprende le scorte da dismettere e i residui generati dagli interventi. Nei casi disciplinati dal regolamento, la raccolta separata include anche le acque reflue, ove tecnicamente e praticamente possibile, e il trattamento deve distruggere o trasformare irreversibilmente il contenuto di PFAS.

Conviene quindi definire in anticipo caratterizzazione, modalità di raccolta e destinazione dei materiali, coordinandosi con i soggetti autorizzati coinvolti.

IL SUPPORTO NIER PER LE AZIENDE.

NIER affianca le aziende nella gestione delle problematiche connesse alle schiume antincendio contenenti PFAS. Un percorso da impostare a partire dalle condizioni del sito, collegando gli adempimenti applicabili alle scelte tecniche e ambientali. In particolare può supportare:

  • il censimento degli schiumogeni e la verifica di schede di sicurezza ed etichettatura;
  • la redazione e il riesame annuale del Piano di gestione;
  • la classificazione dei rifiuti e la definizione delle modalità di raccolta e smaltimento;
  • per gli stabilimenti Seveso, l’aggiornamento di Piano di emergenza interno, Sistema di gestione della sicurezza e Rapporto di Sicurezza;
  • le pratiche di prevenzione incendi connesse alla sostituzione delle schiume;
  • la formazione del personale.

Per l’azienda, il risultato atteso è un programma di intervento chiaro: conoscere le dotazioni, individuare le priorità e pianificare la transizione preservando l’efficacia della protezione antincendio.


FONTI DI RIFERIMENTO

Regolamento (UE) 2025/1988 – Restrizione dei PFAS nelle schiume antincendio
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32025R1988

MASE – Banca dati delle sostanze vietate o in restrizione, voce PFAS
https://bancasostanze.mase.gov.it/node/2547

Commissione europea – Restrizioni dei PFAS nelle schiume antincendio, 3 ottobre 2025
https://cyprus.representation.ec.europa.eu/news/commission-restricts-use-forever-chemicals-firefighting-foams-2025-10-03_en

ECHA – Guida UE per la transizione alle schiume antincendio prive di fluoro (2025)
https://echa.europa.eu/documents/10162/6956102/EU_guidance_for_transitioning_to_fluorine-free_firefighting_foams_en.pdf

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