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7 Luglio 2026

MODELLO 231: COME PROTEGGERE L’AZIENDA ATTRAVERSO UN ORGANISMO DI VIGILANZA EFFICACE.

Oggi il Modello 231 non rappresenta più un semplice adempimento documentale. È uno strumento di governance che consente alle imprese di prevenire i reati, migliorare i controlli interni e rafforzare la cultura della compliance.


Negli ultimi anni il modello 231 è diventato uno strumento importante per tutte le organizzazioni che vogliono ridurre il rischio di responsabilità amministrativa previsto dal D.Lgs. 231/2001.

Oggi il Modello 231 non rappresenta più un semplice adempimento documentale. È uno strumento di governance che consente alle imprese di prevenire i reati, migliorare i controlli interni e rafforzare la cultura della compliance.

L’evoluzione della giurisprudenza dimostra infatti che, in caso di infortunio grave sul lavoro o di reato ambientale, il giudice non valuta solamente il comportamento della persona fisica, ma analizza anche l’efficacia dell’organizzazione aziendale e del sistema dei controlli.

Che cos’è il Modello 231.

Il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG) previsto dal D.Lgs. 231/2001 è l’insieme di procedure, controlli, responsabilità e protocolli che consentono all’azienda di prevenire la commissione dei cosiddetti reati presupposto.

L’obiettivo non è eliminare ogni rischio, ma dimostrare che l’organizzazione ha adottato tutte le misure ragionevolmente idonee a prevenire i reati.

Quando il Modello è realmente efficace, costantemente aggiornato e supportato da un Organismo di Vigilanza operativo, può rappresentare un elemento determinante per escludere o attenuare la responsabilità dell’ente.a non solo come un obbligo, ma come una leva strategica che collega sicurezza, governance e performance aziendale.

Perché sicurezza e ambiente sono oggi aree esposte.

Tra tutti i reati previsti dal D.Lgs. 231/2001, quelli relativi alla salute e sicurezza sul lavoro e alla tutela dell’ambiente sono oggi tra i più frequentemente contestati.

L’art. 25-septies riguarda l’omicidio colposo e le lesioni personali gravi o gravissime commesse con violazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

L’art. 25-undecies comprende invece numerosi reati ambientali, come la gestione illecita dei rifiuti, l’inquinamento ambientale, gli scarichi abusivi e le violazioni in materia di emissioni.

La Corte di Cassazione ha ormai consolidato un principio fondamentale: il vantaggio dell’impresa può derivare anche dal risparmio ottenuto attraverso la mancata adozione delle misure di prevenzione, di manutenzione o di controllo.

Investire nella prevenzione significa quindi ridurre non solo il rischio operativo, ma anche quello sanzionatorio e reputazionale.

Il ruolo dell’Organismo di Vigilanza.

Uno degli elementi centrali di ogni riguarda la corretta progettazione dell’Organismo di Vigilanza (OdV).

L’OdV deve possedere autonomia, indipendenza, professionalità e continuità d’azione.

Il suo compito non consiste nel gestire operativamente la sicurezza o l’ambiente, ma nel verificare che il Modello 231 sia effettivamente applicato e che i controlli previsti funzionino nel tempo.

In materia di salute e sicurezza, ad esempio, l’OdV verifica:

  • l’effettiva applicazione dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008;
  • la corretta gestione dei flussi informativi provenienti da RSPP, Medico Competente e funzioni HSE;
  • l’analisi di infortuni, near miss e azioni correttive;
  • l’efficacia degli audit interni.

In ambito ambientale controlla invece l’attuazione dei protocolli relativi a:

  • autorizzazioni ambientali;
  • gestione dei rifiuti;
  • emissioni in atmosfera;
  • scarichi idrici;
  • monitoraggi ambientali;
  • gestione delle non conformità.

Si tratta di una vigilanza di secondo livello, finalizzata a verificare che i controlli operativi siano realmente presenti, documentati ed efficaci.

Modello 231 e sistemi di gestione ISO: un’integrazione che crea valore.

Sempre più aziende scelgono di integrare il Modello 231 con i sistemi di gestione certificati, in particolare ISO 45001 e ISO 14001.

Le tre discipline condividono infatti molti elementi:

  • approccio basato sul rischio;
  • definizione di ruoli e responsabilità;
  • procedure operative;
  • audit periodici;
  • monitoraggio delle prestazioni;
  • miglioramento continuo.

La differenza è nella finalità.

Le certificazioni ISO hanno l’obiettivo di migliorare le prestazioni organizzative, mentre il Modello 231 è finalizzato alla prevenzione dei reati e della responsabilità dell’ente.

Ma quando una consulenza modello 231 risulta realmente efficace? Quando consente di integrare questi strumenti, evitando duplicazioni documentali e rendendo più efficiente l’intero sistema di compliance.

Compliance integrata: il nuovo approccio alla governance.

Le organizzazioni più evolute stanno adottando un modello di compliance integrata, nel quale convergono:

  • Modello 231;
  • Salute e sicurezza sul lavoro;
  • Ambiente;
  • Whistleblowing;
  • Privacy;
  • Sistemi di gestione ISO;
  • Sostenibilità ESG;
  • Risk management.

In questo contesto l’Organismo di Vigilanza diventa il punto di raccordo tra le diverse funzioni aziendali, favorendo la condivisione delle informazioni e il coordinamento dei controlli.

Il risultato è un sistema di governance più efficace, capace di ridurre il rischio di responsabilità e aumentare l’affidabilità dell’organizzazione.

Perché scegliere una consulenza Modello 231 specialistica.

Ogni impresa presenta rischi differenti.

Per questo motivo non esistono Modelli 231 standard o preconfezionati.

Una consulenza sul modello 231 deve partire dall’analisi dei processi aziendali, dalla mappatura dei rischi, dalla valutazione dei controlli esistenti e dall’integrazione con gli altri sistemi di gestione già presenti.

L’obiettivo è costruire un Modello realmente applicabile, capace di supportare l’Organismo di Vigilanza e di dimostrare, anche in sede giudiziaria, l’effettiva volontà dell’azienda di prevenire i reati.

Cosa può fare NIER per la tua azienda in questo ambito? Affiancarla nella mappatura dei rischi, nella predisposizione del Modello 231, nella definizione dei flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza e nell’integrazione con i sistemi ISO 45001 e ISO 14001.

L’obiettivo non è predisporre un documento formale, ma costruire un sistema di prevenzione efficace, in grado di tutelare il patrimonio, la reputazione e la continuità del business.

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