SCHIUME ANTINCENDIO CON PFAS: COME GESTIRE OBBLIGHI, SOSTITUZIONE E SMALTIMENTO.
La transizione verso schiume prive di fluoro richiede una gestione coordinata di sicurezza antincendio, impianti e impatti ambientali. Ecco da dove partire.
A cura di Unità Grandi Rischi
[Area Sostenibilità]

- COSA VUOL DIRE PFAS E PERCHÉ LE SCHIUME ANTINCENDIO SONO AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.
- OBBLIGHI E SCADENZE: COSA VERIFICARE.
- IL PIANO DI GESTIONE: COSA DEVE CONTENERE.
- DA DOVE PARTIRE: CONOSCERE LE DOTAZIONI PRESENTI.
- SOSTITUZIONE E SMALTIMENTO: UN UNICO PERCORSO DA PIANIFICARE.
- IL SUPPORTO NIER PER LE AZIENDE.
- Verificare i prodotti presenti: composizione, concentrazioni e impiego determinano gli obblighi e le scadenze applicabili.
- Pianificare la sostituzione: occorre valutare compatibilità degli impianti, pulizia delle attrezzature e gestione dei residui.
- Organizzare la transizione: nei casi previsti, dal 23 ottobre 2026 sono applicabili obblighi di gestione ed etichettatura, prima del divieto generale del 2030/2035 (per stabilimenti Seveso).
- Elaborare un piano di gestione Schiume con PFAS se si continua ad utilizzare le schiume contenenti PFAS.
COSA VUOL DIRE PFAS E PERCHÉ LE SCHIUME ANTINCENDIO SONO AL CENTRO DELL’ATTENZIONE.
Un presidio progettato per proteggere lo stabilimento può diventare una fonte di contaminazione ambientale. È il caso delle schiume antincendio contenenti PFAS (acronimo inglese di “PerFluorinated Alkylated Substances”; in Italiano sostanze per/polifluoroalchiliche), sostanze impiegate in alcune formulazioni per contrastare gli incendi di liquidi infiammabili.
La loro elevata persistenza rende particolarmente rilevante il controllo dei rilasci: l’utilizzo delle schiume può contribuire alla contaminazione di suolo e acque. Per questo l’Unione europea ha introdotto restrizioni che accompagnano il passaggio verso alternative prive di PFAS.
Per i responsabili HSE, il tema richiede un confronto tra chi gestisce la sicurezza antincendio, la manutenzione, gli acquisti e gli aspetti ambientali.
OBBLIGHI E SCADENZE: COSA VERIFICARE.
Il Regolamento (UE) 2025/1988, che modifica l’allegato XVII del REACH, introduce dal 23 ottobre 2030 il divieto generale di immissione sul mercato e uso nelle schiume antincendio con una concentrazione pari o superiore a 1 mg/l per la somma dei PFAS. Sono previsti termini differenziati e deroghe per specifici impieghi.
Dal 23 ottobre 2026, chi continua a utilizzare schiume con PFAS pari o superiori a 1 mg/l (esclusi gli estintori portatili) deve rispettare condizioni di gestione che comprendono l’impiego solo per incendi di liquidi infiammabili (classe B), la riduzione delle emissioni e dell’esposizione, la raccolta separata e il trattamento adeguato di scorte e rifiuti e un piano specifico per il sito. Quest’ultimo deve essere riesaminato annualmente e tenuto a disposizione delle autorità per almeno 15 anni. Sono inoltre previsti obblighi di etichettatura per determinate schiume, scorte e rifiuti.
Le principali scadenze sono riassunte di seguito:
| Data | Cosa scatta |
| 23/10/2026 | stop all’immissione sul mercato di estintori portatili con PFAS Piano di gestione ed etichettatura per chi utilizza schiume con PFAS; |
| 23/10/2030 | Divieto generale di immissione sul mercato e divieto di uso (limite 1 mg/l per la somma di tutte le PFAS) |
| 31/12/2030 | Stop all’uso negli estintori portatili |
| 23/10/2035 | Fine della deroga per stabilimenti soggetti alla direttiva 2012/18/UE (D.Lgs. 105/2015), impianti offshore oil & gas, navi militari e navi civili con schiume già a bordo |
Il 2030, quindi, non è una scadenza valida indistintamente per ogni prodotto. Occorre verificare anche le restrizioni già applicabili a singole sostanze, tra cui PFOS, PFOA e PFHxS, nonché PFHxA e gli acidi perfluorocarbossilici C9-C14, e distinguere l’immissione sul mercato dall’utilizzo delle dotazioni esistenti. Queste sostanze rientrano comunque nel calcolo della somma delle PFAS ai fini del limite di 1 mg/l.
IL PIANO DI GESTIONE: COSA DEVE CONTENERE.
Il Piano di gestione delle schiume antincendio contenenti PFAS deve essere specifico per il luogo di utilizzo e comprendere almeno:
- informazioni dettagliate sulle condizioni e sui volumi d’uso delle schiume nel sito;
- le modalità di raccolta e di trattamento adeguato di scorte, rifiuti e acque reflue;
- il tipo e i metodi di pulizia e manutenzione delle attrezzature;
- i piani da attuare in caso di fuoriuscita o sversamento accidentale, con la documentazione delle azioni di follow-up;
- una strategia per la sostituzione con schiume prive di fluoro.
Per gli stabilimenti soggetti al D.Lgs. 105/2015 è opportuno integrare il Piano con il Piano di emergenza interno e con il Sistema di gestione della sicurezza, in modo che le istruzioni operative siano coerenti con l’organizzazione dell’emergenza già in essere.
DA DOVE PARTIRE: CONOSCERE LE DOTAZIONI PRESENTI.
Il primo passo operativo è un censimento degli schiumogeni presenti negli impianti, nelle attrezzature e nei depositi. Per ogni prodotto è utile ricostruire quantità, composizione, ubicazione, impiego e documentazione disponibile.
Schede di sicurezza aggiornate e conformi e informazioni del fornitore costituiscono il punto di partenza; eventuali lacune possono richiedere approfondimenti documentali o analitici mirati. Su questa base è possibile individuare le priorità e programmare gli interventi insieme ai responsabili dell’impianto antincendio.
SOSTITUZIONE E SMALTIMENTO: UN UNICO PERCORSO DA PIANIFICARE.
La sostituzione richiede attenzione anche alle attrezzature che hanno contenuto schiume fluorurate. La normativa considera espressamente il tema dei residui nelle apparecchiature sottoposte a pulizia: svuotamento, lavaggio e successivo riempimento devono quindi essere valutati nel percorso di transizione.
Sul piano operativo, è opportuno verificare con progettisti e manutentori la compatibilità dell’alternativa con il sistema e con gli scenari d’incendio da proteggere, definendo anche come mantenere la protezione durante i lavori.
La gestione ambientale comprende le scorte da dismettere e i residui generati dagli interventi. Nei casi disciplinati dal regolamento, la raccolta separata include anche le acque reflue, ove tecnicamente e praticamente possibile, e il trattamento deve distruggere o trasformare irreversibilmente il contenuto di PFAS.
Conviene quindi definire in anticipo caratterizzazione, modalità di raccolta e destinazione dei materiali, coordinandosi con i soggetti autorizzati coinvolti.
IL SUPPORTO NIER PER LE AZIENDE.
NIER affianca le aziende nella gestione delle problematiche connesse alle schiume antincendio contenenti PFAS. Un percorso da impostare a partire dalle condizioni del sito, collegando gli adempimenti applicabili alle scelte tecniche e ambientali. In particolare può supportare:
- il censimento degli schiumogeni e la verifica di schede di sicurezza ed etichettatura;
- la redazione e il riesame annuale del Piano di gestione;
- la classificazione dei rifiuti e la definizione delle modalità di raccolta e smaltimento;
- per gli stabilimenti Seveso, l’aggiornamento di Piano di emergenza interno, Sistema di gestione della sicurezza e Rapporto di Sicurezza;
- le pratiche di prevenzione incendi connesse alla sostituzione delle schiume;
- la formazione del personale.
Per l’azienda, il risultato atteso è un programma di intervento chiaro: conoscere le dotazioni, individuare le priorità e pianificare la transizione preservando l’efficacia della protezione antincendio.
FONTI DI RIFERIMENTO
Regolamento (UE) 2025/1988 – Restrizione dei PFAS nelle schiume antincendio
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX:32025R1988
MASE – Banca dati delle sostanze vietate o in restrizione, voce PFAS
https://bancasostanze.mase.gov.it/node/2547
Commissione europea – Restrizioni dei PFAS nelle schiume antincendio, 3 ottobre 2025
https://cyprus.representation.ec.europa.eu/news/commission-restricts-use-forever-chemicals-firefighting-foams-2025-10-03_en
ECHA – Guida UE per la transizione alle schiume antincendio prive di fluoro (2025)
https://echa.europa.eu/documents/10162/6956102/EU_guidance_for_transitioning_to_fluorine-free_firefighting_foams_en.pdf