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23 Aprile 2026

FAQ ACCORDO STATO-REGIONI 2025: I CHIARIMENTI DEL MINISTERO E IL LORO IMPATTO SULLA FORMAZIONE SICUREZZA.

Il 27 marzo 2026, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha pubblicato le FAQ ufficiali relative all’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, provando a dare risposta ai numerosi dubbi applicativi emersi nei primi mesi di attuazione.

Una domanda sorge spontanea: le FAQ sono sufficienti a portare una svolta concreta?


Quello delle FAQ Accordo Stato-Regioni è un passaggio atteso. L’Accordo 2025 ha infatti ridisegnato in modo significativo il quadro della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma – come spesso accade – la sua applicazione concreta ha evidenziato criticità interpretative, disallineamenti territoriali e prassi non sempre coerenti.

Le FAQ, elaborate da un gruppo interistituzionale composto da Direzione Generale, INAIL, INL e Regioni, si collocano proprio in questo contesto: non introducono nuove regole, ma intervengono per orientare la lettura di quelle esistenti e, soprattutto, per ricondurre il sistema verso una maggiore uniformità.


ACCREDITAMENTO E ATTESTATI: TRA VINCOLI TERRITORIALI E VALIDITÀ NAZIONALE.

Sul tema dell’accreditamento, le FAQ confermano un’impostazione già nota per gli enti accreditati l’autorizzazione a operare legata al territorio regionale.

Diverso il piano degli attestati, la cui validità è invece riconosciuta su tutto il territorio nazionale. Una distinzione che evidenzia, ancora una volta, la necessità di tenere separati il piano autorizzativo da quello della certificazione delle competenze.

FORMAZIONE “SU MISURA” E FINE DEI MODELLI STANDARDIZZATI.

Uno dei messaggi più chiari che emerge dalle FAQ riguarda il superamento definitivo di approcci standardizzati alla formazione.

La possibilità di organizzare corsi interaziendali viene confermata, ma solo a fronte di una reale omogeneità tra i partecipanti. Non basta più appartenere alla stessa classe di rischio: è necessario che le mansioni e i rischi specifici siano effettivamente comparabili.

È un passaggio importante, perché rafforza un principio spesso richiamato ma non sempre applicato: la formazione deve partire dalla valutazione dei rischi e deve essere coerente con le condizioni operative reali.

CREDITI FORMATIVI: LA CENTRALITÀ DELL’AGGIORNAMENTO.

Sul tema dei crediti formativi, le FAQ introducono un chiarimento destinato ad avere un impatto concreto.

Il mantenimento della validità dei titoli è subordinato alla regolarità degli aggiornamenti. In assenza di questi, il credito decade e il percorso deve essere ripetuto.

Non è solo una questione formale. È un cambio di prospettiva: la formazione non è più (se mai lo è stata) un adempimento statico, ma un processo dinamico che richiede continuità.

Per aziende e lavoratori significa ripensare la gestione della formazione in un’ottica più strutturata e meno episodica.

TEMPESTIVITÀ DELLA FORMAZIONE: RITORNO ALLA PREVENZIONE “VERA”.

Le FAQ ribadiscono con chiarezza che la formazione deve essere erogata prima dell’esposizione al rischio mansione, senza possibilità di rinvio.

È un richiamo diretto al dettato dell’art. 37 del D.Lgs. 81/2008, ma soprattutto è un richiamo culturale: la formazione deve precedere l’esposizione al rischio, non seguirla.

Un principio semplice, ma non sempre rispettato nella pratica.

ENTRATA IN VIGORE: UN CHIARIMENTO CHE APRE UN PROBLEMA.

Tra i punti più delicati emerge quello relativo alla decorrenza dell’Accordo.

Le FAQ individuano come data di entrata in vigore il 19 maggio 2025, coincidente con la pubblicazione sul sito del Ministero del Lavoro. Una posizione che richiama la normativa sulla pubblicità legale degli atti amministrativi.

Tuttavia, lo stesso Accordo fa riferimento alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale come momento di efficacia.

Il risultato è un potenziale disallineamento interpretativo che non può essere considerato secondario: da questa data dipendono la corretta applicazione del regime transitorio e la validità dei percorsi formativi avviati.

In assenza di un chiarimento definitivo, il tema impone un approccio prudente e una valutazione attenta caso per caso. È verosimile che su questo punto si aprirà un confronto anche in ambito giuridico.

ATTREZZATURE DI LAVORO: RITORNO ALLA CENTRALITÀ DELLA PRATICA.

Le FAQ dedicano ampio spazio alla formazione per l’utilizzo delle attrezzature, introducendo indicazioni rigorose sulle modalità di erogazione.

Non è consentita per nessuna parte del corso (neanche quella teorica) la formazione in videoconferenza.

La scelta di privilegiare la formazione in presenza, in particolare per le attività pratiche, va letta nella prospettiva di garantire un apprendimento effettivo e non solo formale.

Anche in questo caso, il messaggio è chiaro: la qualità della formazione è un elemento centrale del sistema di prevenzione.

CONCLUSIONI.

Nel complesso, le FAQ del 27 marzo 2026 rappresentano un passaggio importante nel percorso di attuazione dell’Accordo Stato-Regioni 2025.

Tuttavia, il loro valore non può essere letto esclusivamente in chiave interpretativa o regolatoria. Il punto centrale resta un altro: la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro non esaurisce la propria funzione nel rispetto degli obblighi normativi, ma costituisce uno degli strumenti principali per costruire una reale cultura della sicurezza.

Una cultura che si misura nella capacità delle organizzazioni di prevenire gli eventi, ma anche di leggere e valorizzare i segnali deboli, a partire dai cosiddetti near miss. È proprio attraverso l’analisi sistematica di questi eventi mancati che la formazione può diventare davvero efficace, trasformandosi da adempimento formale a leva concreta di miglioramento continuo.

In questa prospettiva, le FAQ rappresentano un supporto utile, ma non sufficiente: la loro reale efficacia dipenderà da come aziende, formatori e professionisti sapranno tradurre i chiarimenti normativi in percorsi formativi coerenti, contestualizzati e orientati ai comportamenti.

Perché è su questo terreno – quello della consapevolezza, delle competenze e dell’attenzione quotidiana ai rischi – che si costruisce un sistema di prevenzione solido e realmente efficace.

In NIER crediamo che la sicurezza non sia solo un obbligo da rispettare, ma un valore da costruire nel tempo, attraverso formazione di qualità, analisi dei near miss e sviluppo di una cultura condivisa della prevenzione.

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