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26 Giugno 2026

TRAVEL RISK MANAGEMENT – ISO 31030:2021 – GESTIONE DEL RISCHIO NELLE TRASFERTE.

Travel Risk Management: cosa dice la norma ISO 31030:2021 per la gestione sicura e consapevole delle trasferte di lavoro?


La Gestione del rischio nelle trasferte tocca da vicino la tutela delle persone e delle organizzazioni.

La ISO 31030 costituisce il riferimento per lo sviluppo e l’adozione, attraverso un approccio strutturato, di un sistema di Travel Risk Management (TRM), basato su principi di prevenzione, valutazione del rischio e protezione del personale.

Perché la gestione del rischio nelle trasferte è diventata una priorità aziendale.

In un contesto globale sempre più dinamico e complesso, le trasferte di lavoro espongono le organizzazioni e i loro lavoratori a rischi molteplici: sanitari, logistici, geo-politici, di cyber security e di safety. La ISO 31030:2021 si propone di rispondere all’esigenza crescente delle organizzazioni di soddisfare il proprio “dovere di tutela” (duty of care) nei confronti dei propri lavoratori, fornendo un quadro strutturato per affrontare in modo consapevole ed efficace i rischi legati alle trasferte e ai viaggi di lavoro.

La norma, infatti, attraverso l’adozione di un sistema di Travel Risk Management (TRM), consente sinteticamente di:

  • Identificare e valutare in modo sistematico i rischi legati ai viaggi (Travel Risk Assessment);
  • Definire politiche e procedure coerenti con gli obiettivi aziendali;
  • Standardizzare le pratiche di viaggio a livello organizzativo;
  • Migliorare la gestione delle emergenze e degli incidenti;
  • Rafforzare la resilienza operativa aziendale, anche in contesti complessi.

Più che una semplice linea guida, la ISO 31030 per il Travel Risk Management rappresenta lo strumento ideale per promuovere la gestione efficace del rischio legato alle trasferte di lavoro. Infatti, integra il concetto di sicurezza e prevenzione nella gestione amministrativa delle trasferte, dotandosi di risorse idonee allo scopo e adotta misure atte alla riduzione dei rischi. Infine, tiene in considerazione gli aspetti di governance e continuità operativa.

Nel contesto globale attuale, investire nel Travel Risk Management significa proteggere le persone e, allo stesso tempo, il valore dell’organizzazione.

Un caso reale: l’attentato di Dhaka.

Un caso che mostra concretamente la rilevanza del Travel Risk Management è l’attentato terroristico avvenuto il 1° luglio 2016 presso la Holey Artisan Bakery di Dhaka, in Bangladesh. Nell’attacco persero la vita ventiquattro persone, tra cui nove cittadini italiani, diversi dei quali si trovavano nel Paese per attività professionali e imprenditoriali.

L’evento dimostra come una trasferta possa esporre il personale a rischi geopolitici e di security difficilmente gestibili attraverso le tradizionali procedure di viaggio. Un sistema strutturato di Travel Risk Management deve quindi prevedere l’analisi preventiva della destinazione, la selezione di strutture e itinerari adeguati, l’informazione dei viaggiatori, sistemi di comunicazione e localizzazione, contatti di emergenza e procedure per l’assistenza o l’evacuazione.

L’obiettivo non è eliminare completamente il rischio, ma mettere l’organizzazione e il lavoratore nelle condizioni di riconoscerlo, ridurlo e affrontare tempestivamente un eventuale evento critico.

Nell’esperienza NIER, l’adozione della ISO 31030 può consentire alle realtà aziendali di raggiungere benefits oggettivi, quali:

  • Ridurre l’esposizione dei lavoratori a eventi critici;
  • Reagire in modo più rapido ed efficace alle situazioni di emergenze;
  • Garantire continuità operativa anche in contesti instabili.

In tal senso, la gestione del Travel Risk Management si configura non solo come un obbligo, ma come una leva strategica che collega sicurezza, governance e performance aziendale.

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