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20 Aprile 2021

Water Safety Plan: perché e come dotarsi di un Piano di Sicurezza delle Acque

Uno strumento di analisi di rischio delle forniture di acqua, fondamentale per centrare obiettivi di sicurezza delle infrastrutture, di protezione della salute umana e di sviluppo sostenibile.

Nella news: 1. Quadro Normativo del Water Safety Plan; 2. passi e azioni per realizzare un WSP; 3. un software per semplificare, velocizzare e centralizzarne la realizzazione


IL QUADRO NORMATIVO DEL WATER SAFETY PLAN

Le norme che prevedono la realizzazione dei Water Safety Plan (WSP) – o Piani di Sicurezza Acqua (PSA) – non sono recenti.

L’OMS afferma che il mezzo più efficace per garantire costantemente la sicurezza di un sistema idrico è attraverso l’utilizzo di un approccio di valutazione e gestione del rischio globale che comprende tutte le fasi della filiera idrica dalla captazione al consumatore.

Questo tipo di approccio porta alla redazione di Water Safety Plan, ed è stato introdotto dall’OMS già nella terza edizione delle linee guida sulla qualità delle acque potabili (2004) e ripreso a livello normativo in diversi Paesi dell’area europea (Irlanda, Portogallo, Germania, Regno Unito).

La base scientifica e obiettivo del WSP è l’analisi di rischio al fine di proteggere la salute umana, e si inserisce tra le azioni – oggi più che mai di prioritaria importanza per imprese e società pubbliche – di redazione di piani di emergenza e di protezione civilesistemi di gestione di business continuity.

La direttiva Europea 98/83/CEE conosciuta come Direttiva Acque Potabili, aveva già definito la necessità di predisporre i Piani di Sicurezza dell’Acqua, ma da pochi giorni è cambiato in modo considerevole il quadro normativo europeo per quanto riguarda l’acqua destinata al consumo umano.

La Direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020 è, infatti, entrata in vigore il 12/01/2021 ovvero 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE avvenuta il 23/12/2020.
Gli Stati membri hanno adesso due anni (entro il 12/01/2023) per recepire le modifiche nelle loro norme nazionali.

La norma intende incentivare, attraverso vari strumenti e regole, un minore consumo dell’acqua in bottiglia di plastica, aumentando e migliorando la fiducia nell’acqua del rubinetto.
Il legislatore europeo auspica così:

  • un risparmio per le famiglie di più di 600 milioni di euro all’anno;
  • una riduzione dei rifiuti di plastica con un evidente impatto positivo sull’ambiente.

Tra le principali aree modificate dalla Direttiva UE evidenziamo:
• nuovo elenco dei parametri;
• l’implementazione di un approccio basato sull’analisi del rischio;
valutazione della rete idrica interna agli edifici;
migliorare l’accesso all’acqua;
• la regolamentazione della tipologia di informazioni da fornire ai consumatori;
• l’omogeneizzare dei differenti sistemi nazionali di approvazione dei materiali a contatto con le acque destinate al consumo umano.

È importane soprattutto sapere che sono state definite le seguenti scadenze da tenere in considerazione per quanto riguarda i WSP:
• Art. 7 comma 5: La valutazione e gestione del rischio del sistema di fornitura è effettuata per la prima volta entro il 12 gennaio 2029. Tale valutazione e gestione del rischio deve essere riesaminata a intervalli periodici non superiori a sei anni e, se necessario, aggiornate.
• Art. 7 comma 6: La prima valutazione del rischio dei sistemi di distribuzione domestici è effettuata per la prima volta entro il 12 gennaio 2029. Tale valutazione e gestione del rischio deve essere riesaminata ogni sei anni e, se necessario, aggiornata.

PERCHÉ DOTARSI DI UN WATER SAFETY PLAN

Innanzitutto, per rispondere ad una esigenza normativa.

In Italia diventerà a tutti gli effetti legge nel momento in cui sarà recepita la Direttiva Europea.
Ma il fatto che siano definite delle scadenze precise per la prima redazione dei Piani Sicurezza dell’Acqua rende concreta la necessità di iniziare fin da subito a lavorare in questa direzione, soprattutto per quei gestori che si trovano a dover redigere centinai di WSP da qui al 2028.

Redigere a regola d’arte e di norma un Water Safety Plan porta con sé alcune difficoltà che richiedono competenze multidisciplinari e molto specifiche sul tema.

Quali sono i passi e azioni concrete per realizzare un WSP:

  1. è necessario raccogliere molti dati relativi a più ambiti:
    • dati costruttivi e di progetto delle infrastrutture e delle varie parti che compongono un sistema idrico (pozzi, sorgenti, sistemi di trattamento, sistemi di pompaggio, tubazioni di rete, ecc.),
    • dati relativi alla conduzione e manutenzione degli impianti,
    • dati relativi ai sistemi di monitoraggio (es. analisi delle acque),
    • dati relativi al territorio circostante (es. presenza di attività antropiche potenzialmente pericolose, ecc.);
  2. è necessario procedere all’individuazione di pericoli che derivano da aspetti diversi e che richiedono competenze diverse (la contaminazione delle acque derivante da malfunzionamenti o errori operativi, ma anche derivante da possibili impatti esterni, o atti intenzionali di security, ecc.)
  3. è necessario svolgere un risk assessment in conformità alle linee guida dell’ISS e produrre la documentazione richiesta.

Un Software per la realizzazione di Water Safety Plan


Una piattaforma di cui le aziende di utility e multiutility sentivano l’esigenza, e che i tecnici di NIER Ingegneria esperti di Risk Management ed i tecnici di HERA S.p.A. primario gestore multiutility di acquedotti e sistemi idrici, hanno sviluppato assieme per offrire un prodotto che risponda al meglio alle esigenze degli utenti.

Garantisce:

  • un processo guidato per lo sviluppo dei Piani di Sicurezza dell’Acqua,
  • uno strumento agile ed intuitivo per condurre la fase di definizione del sistema acquedottistico e di conduzione del risk assessment,
  • un ambiente dedicato per la gestione di tutte le fasi di gestione dei rischi ovvero:
  1. individuazione dei pericoli,
  2. identificazione delle misure di controllo del rischio (e delle relative modalità di verifica/validazione),
  3. supporto alla individuazione ed alla pianificazione delle azioni di miglioramento (e delle modalità di validazione),
  4. supporto all’individuazione delle attività di monitoraggio operativo, della relativa pianificazione ed alla gestione dei dati di monitoraggio.

Principali caratteristiche tecniche del software:

  • sistema GIS integrato per operazioni di ricerca e verifica in base a criteri geografici,
  • funzione drag and drop per la creazione del modello del sistema acquedottistico,
  • sistema on line utilizzabile su più device (PC, Tablet, smartphone)
  • allegare direttamente foto, documenti, ecc.

Una soluzione che non si ferma al solo software, ma che ci permette di dare supporto consulenziale per assistere i gestori degli acquedotti nella effettiva implementazione dei PSA.

Una partnership, come ci piace definirla, che ci porta a fare un vero e proprio affiancamento e conduzione – in prima linea – le attività necessarie per condurre e redigere un Water Safety Plan a regola d’arte: sopralluoghi, analisi di rischio, redazione della documentazione, ecc.



Siamo felici di essere utili e accogliere queste e nuove sfide insieme: scrivici a BD@nier.it

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